Il 2023 è stato un anno molto importante per la nostra associazione.
A luglio ci siamo recati ad Aleppo, per inaugurare il secondo laboratorio protesi 3D di AMAR in Siria. Dopo due anni di grandi difficoltà a causa della pandemia, dei problemi logistici legati alla spedizione dei materiali e al terremoto, finalmente il nostro progetto ha visto la luce.
Nel viaggio del 2016, nel pieno della guerra, nonostante le enormi difficoltà, la popolazione era ancora reattiva e piena di speranze per il futuro.
Questa volta invece ritorniamo dalla Siria dove abbiamo vissuto il vero inferno.
Un Paese culla della civiltà, che oggi il mondo occidentale, democratico, civile e rispettoso dei diritti ha deciso di condannare a morte lenta con un embargo asfissiante. Il Popolo Siriano ha perso la sua identità travolto da un’anarchia totale senza più regole né diritti sociali né un futuro da immaginare.
Costretto alla mera sopravvivenza quotidiana tra miseria e microcriminalità diffusa, mai conosciuta prima. Quando ragioniamo di embargo e restrizioni dal nostro punto di vista privilegiato, dobbiamo essere coscienti che le soluzioni imposte come sanzioni contro le dittature e le tirannie colpiscono prima di tutto le popolazioni, spesso rafforzando il potere del dittatore stesso.
Un piccolo esempio di quello che abbiamo vissuto durante questo viaggio: guidati da un ingegnere volontario, abbiamo raggiunto con grande difficoltà un centro di raccolta per famiglie sfollate. Dopo aver percorso strade sconnesse piene di immondizia, con le fogne a cielo aperto, tra le macerie di palazzi cadenti e minacciosi, con balconi ormai appesi ai tondini di ferro, abbiamo incontrato alcuni uomini che camminavano tra le macerie con lo sguardo smarrito. Tanti bambini sporchi, vestiti di stracci ma, nonostante tutto, con l’ingenua vitalità di poter ancora giocare in questo ambiente infernale.
La direttrice del centro ci racconta che ci sono 62 famiglie ospitate, molte delle quali in quel luogo da anni. Sono circa 400 persone con solo due bagni per le donne e due per gli uomini. ILa loro condizione è aggravata della scarsa fornitura di corrente elettrica e acqua potabile.
I problemi più seri sono la scabbia, i pidocchi e le malattie ginecologiche legate alla mancanza d’igiene.
Alla nostra domanda su cibo e vestiario, la direttrice del centro ci dice che vengono forniti da alcune associazioni religiose. A vedere i bambini cosi magri ed emaciati credo che il cibo sia scarso o poco nutriente. Anche i loro vestiti appaiono più simili a stracci.
Io e Paolo ci siamo guardati straziati da quel luogo e da quelle parole e abbiamo subito proposto di aiutarli finanziando la costruzione di nuovi servizi igienici.
La risposta è arrivata rapida e secca: “Non decido io, dovete rivolgervi all’autorità militare della sicurezza”. Abbiamo capito che non era facile aiutarli. Siamo usciti in silenzio frustrati e abbattuti. La temperatura in strada oltrepassava il 43 C°.
Non ci siamo però dati per vinti e la sera stessa abbiamo incontrato un vescovo siriaco ortodosso e la sua associazione per provare a portare aiuto attraverso una realtà radicata nel territorio. Dopo aver ascoltato il nostro racconto, ci ha proposto una soluzione: organizzare un regolare trasporto delle persone ospitate verso un bagno pubblico (hammam), per consentire loro almeno una doccia a settimana.
Questa operazione avrebbe potuto essere finanziata da AMAR.
Tornati in Italia, in attesa di aggiornamenti, il vescovo ci ha comunicato che, dopo il nostro interessamento, quel centro profughi era stato chiuso e le persone trasferite in locali più idonei. Questo episodio ci ha insegnato che anche quando le difficoltà sembrano insormontabili, qualcosa possiamo sempre fare.
Non dobbiamo mai rassegnarci all’indifferenza.
Facendo un bilancio del 2023 possiamo sentirci soddisfatti dei risultati ottenuti, che sono coerenti con gli impegni presi con i nostri sostenitori.
Il laboratorio di Aleppo ha iniziato a produrre le protesi con buoni risultati. Continueremo sicuramente a finanziare questo progetto per almeno altri due anni.
Con la fiducia di poter contare sulla sensibilità di tanti amici e sostenitori, AMAR è sempre più motivata nel suo impegno verso le persone in difficoltà.
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